Condensa sui vetri: come abbiamo risolto il problema di un cliente

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A Noventa Vicentina (VI), la sostituzione dei vetri ha trasformato un contenzioso legale in un appartamento finalmente confortevole

Un cliente ci ha contattato dopo aver vinto una causa legale per problemi di condensa sui serramenti del suo appartamento. La diagnosi ha rivelato un errore di progettazione all’origine: distanziatori in alluminio invece che termici. La soluzione? Doppia vetrocamera di ultima generazione che ha eliminato il problema e migliorato comfort termico e acustico.

Il caso: quando i serramenti “sulla carta” sono perfetti, ma nella realtà no

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L’appartamento si trova in un edificio quadrifamiliare di recente costruzione a Noventa Vicentina. Il proprietario ci ha contattati dopo un contenzioso legale andato a suo favore: contestava la formazione costante di condensa sui vetri dei serramenti, soprattutto lungo il perimetro tra vetro e telaio mobile.

Al sopralluogo abbiamo verificato la situazione. L’appartamento conta 6 fori finestra: 4 finestre ad una o due ante, uno scorrevole alzante di grandi dimensioni e una vetrina d’ingresso con portoncino e due aperture laterali. In totale, 10 vetri da analizzare.

I serramenti, prodotti e installati nel 2018, non presentavano difetti di posa. Né nel nodo secondario (tra controtelaio e serramento), né in quello primario (tra controtelaio e muratura). Nessun segno di degrado sull’intonaco interno, nessuna traccia di muffe pregresse. La posa era corretta. Dove stava il problema, allora?

La diagnosi: un dettaglio che fa tutta la differenza

I profili dei serramenti sono in alluminio a taglio termico, bicolore, sezione 74/84 mm (telaio-anta), con tre guarnizioni e ferramenta ad aste. Profili moderni, di qualità, dalle ottime performance sulla carta.

Il problema era nei vetri.

Si trattava di vetrocamera singola, con lastre stratificate 3+3.1 sia all’interno che all’esterno. Il distanziatore da 16 mm era in alluminio. Inoltre, il vetro era alloggiato in battuta direttamente a contatto con l’ala del profilo, senza guarnizione esterna.

Ecco il responsabile: lo spacer in alluminio.

Un serramento in alluminio a taglio termico funziona grazie allo strato isolante in poliammide che separa il profilo esterno da quello interno. Questa “interruzione” impedisce al calore di attraversare facilmente la finestra. Ma se il vetro ha un distanziatore in alluminio – materiale altamente conduttivo – si crea un ponte termico proprio lungo il perimetro del vetro.

Il risultato? L’aria calda e umida dell’ambiente interno entra in contatto con superfici più fredde. Quando la temperatura scende sotto il punto di rugiada (circa 13°C), l’umidità passa dallo stato gassoso a quello liquido. Si forma condensa.

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Perché è importante capire questo meccanismo

La condensa non è solo un problema estetico. Peggiora il comfort abitativo, favorisce la proliferazione di batteri e, se l’umidità relativa supera l’80% per più giorni, può portare alla formazione di muffe con possibili ripercussioni sulla salute.

Nel caso specifico, lo spacer in alluminio stava compromettendo l’intera prestazione del serramento. Un dettaglio che può peggiorare la trasmittanza termica dell’infisso anche oltre il 20%. In pratica, quel “corridoio” conduttivo concentrava tutto il problema di dispersione termica in un punto preciso: il perimetro del vetro.

A peggiorare le cose, mancava la guarnizione esterna da 3 mm tra vetro e profilo anta, aumentando la continuità tra elementi conduttori.

La soluzione: doppia vetrocamera di ultima generazione

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Abbiamo sostituito tutti i vetri dell’appartamento con vetrocamera doppia (triplo vetro) di ultima generazione. Ecco le caratteristiche tecniche:

Gas argon al 90% nelle due camere, doppio spacer termico in PVC da 14 mm, doppio trattamento interno basso-emissivo e selettivo.

La stratigrafia è composta da 5 lastre totali: le lastre interne ed esterne (3+3 mm ciascuna) sono accoppiate con pellicola antinfortunistica in PVB da 0,38 mm. Al centro, le due camere sono separate da un vetro float extrachiaro da 4 mm.

Lo spessore complessivo del nuovo pacchetto vetro è di 46 mm, contro i 29 mm del precedente. Questo ha richiesto la sostituzione dei fermavetri.

Gli interventi complementari

Esternamente, abbiamo rimosso il silicone di sigillatura esistente tra profilo in alluminio e vetro, pulendo accuratamente i residui con detergente specifico. Poi abbiamo applicato una guarnizione esterna per vetri da 3 mm in EPDM, migliorando ulteriormente il taglio termico del sistema vetro-profilo.

I risultati: problema risolto, comfort ritrovato

La trasmittanza termica dei nuovi vetri è pari a 0,6 W/m²K, contro una trasmittanza presunta di oltre 1 W/m²K dei vetri originali. Una prestazione termica praticamente doppia.

A distanza di svariati mesi dall’intervento, abbiamo effettuato un sopralluogo di verifica. Il problema della condensa è completamente risolto, anche in condizioni limite con differenze di temperatura (delta T) di 25°C tra interno ed esterno.

Il cliente ha finalmente un appartamento confortevole, con un miglioramento tangibile sia dal punto di vista termico che acustico. E la garanzia di una prestazione che si manterrà costante negli anni.

Hai problemi simili con i tuoi serramenti? Contattaci per una consulenza: analizzeremo la situazione e troveremo insieme la soluzione più adatta.

Paolo Franchetti

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